Perchè la protesta in Albania è un atto di legittima difesa
Chi non conosce il Paese delle Aquile, chi non ha vissuto tra la sua gente e non ha imparato ad amare quella terra fiera, oggi si limita a guardare i telegiornali con ipocrisia e grande distacco. Si parla spesso di “semplici disordini“, ma la verità, tuttavia, è ben più profonda. È sotto gli occhi di tutti, ma c’è chi finge di non vederla. L’attuale mobilitazione popolare è esplosa a Maggio; si è dato voce a un malcontento accumulato da anni contro un sistema di potere sempre più distante dai cittadini.

Mentre i grandi interessi internazionali vogliono mettere le mani su aree protette, i giovani albanesi si scontrano ogni giorno con una realtà brutale. Il costo della vita è diventato folle, del tutto sproporzionato rispetto alle reali possibilità economiche. In Albania il diritto a una vita dignitosa si è trasformato in un miraggio. Intere famiglie sopravvivono solo grazie agli aiuti dei figli emigrati in Europa, mentre molti anziani faticano a sostenersi con pensioni gravemente insufficienti. Per i giovani, oggi, restare nella loro terra significa accettare le briciole, subire la precarietà assoluta… oppure combattere.
La miccia che ha fatto esplodere la rabbia collettiva non è un pretesto astratto. È l’ennesimo atto di prevaricazione ai danni del territorio: i controversi progetti edilizi che mirano l’isola di Sazan, e la Laguna protetta di Narta a Volre. Un piano multimilionario che vede coinvolto Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump. Il Paese delle Aquile è nel mirino dei potenti…
Perchè proprio l’isola di Sazan?
Sazan è la più grande isola dell’Albania, situata in una posizione strategica proprio nel punto di incontro tra il Mar Adriatico e il Mar Ionio, nel cuore dello Stretto di Otranto. Per oltre cinquant’anni è stata il segreto militare meglio custodito del Paese, un avamposto inaccessibile e fantasma. Nell’era del comunismo sovietico divenne una vera e propria città-bunker. Sull’isola furono costruiti più di 3.600 bunker, oltre a chilometri di gallerie sotterranee.
Inoltre, vi è la vicinanza strategica a un’infrastruttura come il TAP (Trans Adriatic Pipeline); un gasdotto che fornisce la Puglia direttamente dal Mar Caspio.
Quindi, perchè l’obiettivo è l’isola di Sazan?
Dalle piazze ignorate alla legittima difesa del futuro
Di fronte al tentativo di privatizzare aree naturali protette, per compiacere gli interessi economici stranieri, i cittadini si sono sentiti privati della propria terra, della propria sovranità. Per oltre 140 giorni migliaia di persone hanno manifestato pacificamente al grido “Il Paese delle Aquile non si vende“. Hanno chiesto risposte sul loro futuro e sulla salvaguardia del loro amato territorio.
Hanno ricevuto in cambio solo l’indifferenza delle istituzioni e dure repressioni. Le forze dell’ordine, schierate contro i cittadini, difendono con cieca violenza gli interessi miliardari anziché dei diritti del popolo. Quando le vie democratiche e il dissenso pacifico vengono ignorati e respinti con violenza, lo scontro frontale diventa inevitabile. La reazione è solo un atto di legittima difesa del proprio futuro.
Seguo le informazioni da questa magnifica terra ogni singolo giorno. In mezzo a tante persone, tra il fumo delle piazze, ci sono amici e persone che amo. Laggiù c’è un popolo fiero che combatte ogni giorno; è il popolo delle Aquile, di cui conosco l’amore e la dignità. I veri responsabili di questo disastro non sono i manifestanti esasperati, ma chi siede nei palazzi del potere. Costoro hanno pensato di poter calpestare i diritti di un popolo per assecondare gli interessi dei potenti della terra…
I figli delle Aquile non hanno paura!
Shqipëria ime!
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
Perché con questa spada “vi uccido” quando voglio
Io non perdono. Non perdono e tocco!
Athos de La Fère





