11 Settembre: la vergogna del Pirellone
Io c’ero. Ho visto tutto con i miei occhi. L’11 settembre: la vergogna del Pirellone. Nella Sede ufficiale del Consiglio regionale della Lombardia, non si è consumato un semplice incidente politico: è andata in scena una demolizione morale di cittadini fragili, disabili, vaccinati, venuti a raccontare la propria storia. Persone vere, con documenti sanitari, certificati ASL, carrozzine, diagnosi, sofferenza.

Il convegno “Il cammino nella luce” era quindi un incontro civile, composto, dedicato a chi denuncia conseguenze dopo la vaccinazione Covid-19 e ai familiari delle vittime di scellerati protocolli ospedalieri. Solo cittadini che chiedevano una cosa elementare in un Paese che pretende di definirsi democratico. Essere ascoltati.
Fino ad oggi, ai cittadini danneggiati è stato chiesto l’impossibile: dimostrare, caso per caso, con procedure estenuanti, esami complessi e costosi, il nesso causale tra la somministrazione del vaccino e il danno subito. I miei quattro studi pubblicati in peer review, a tutt’oggi incontestati a livello internazionale ribaltano completamente la prospettiva medica e giuridica.
Abbiamo prove inconfutabili che Pfizer ha inserito gravi falsità ideologiche e analitiche nei documenti preclinici decisivi per la valutazione della sicurezza e l’autorizzazione all’immissione in commercio. Il mio quarto studio ha dimostrato che hanno mentito sulla natura chimica e tossicologica del loro vaccino mRNA. Hanno aggirato test fondamentali di farmacocinetica presentando dati mendaci e non verificabili.
E’ chi ha progettato e autorizzato l’arma chimica a dover spiegare perché hanno inserito componenti che aggrediscono le cellule in quel modo e perché ne hanno nascosto la reale identità chimica e tossicologica nei dossier regolatori sul piano del diritto.
Tratto dal Convegno “Il cammino nella luce” – Prof. Gabriele Segalla, Biochimico, Ricercatore Indipendente.
La porcheria dell’etichetta “No Vax”
Dall’esterno, pubblicata su un noto social network, arriva la parola che avvelena tutto: “No Vax”. La pronuncia Pierfrancesco Majorino, capogruppo PD, definendo il convegno “apertamente No Vax” e “uno spettacolo orrendo”. LINK.
Non è un errore. Non è un eccesso. È una scelta precisa: appiccicare un marchio infamante per cancellare la persona e trasformarla in un bersaglio politico.
“NO VAX” è una porcheria linguistica costruita per discriminare, per zittire, per evitare il confronto. È l’etichetta perfetta per non guardare in faccia nessuno, per non rispondere a nessuna domanda, per non assumersi nessuna responsabilità.
Io ho visto i partecipanti delle associazioni, tutte persone vaccinate. Oggi sono malati, invalidati, in carrozzina, con autonomia ridotta. Eppure, per una parte della politica, quella che si definisce “democratica”, quelli del “sicuro ed efficace“, basta una sola parola per cancellarli: “No Vax”.
La richiesta ignorata: “Ascoltateci”
Dopo le dichiarazioni di Majorino, una trentina di partecipanti sale al quindicesimo piano, nel corridoio degli uffici PD. La protesta degenera, certo. Ma questa azione è scaturita da una grave provocazione, volta ad ottenere la reazione delle persone per porsi poi come “povere vittime”. Ma il punto centrale resta lì, gigantesco: Perché cittadini vaccinati che denunciano conseguenze da eventi avversi vengono liquidati come “No Vax”?
La rabbia dei presenti era limpida, pulita, legittima. Volevano parlare con chi li aveva insultati pubblicamente. Il nome era uno: Majorino. La risposta, tuttavia, non è stata quella desiderata e non ha tardato ad arrivare… Non il confronto. Non il dialogo. La chiusura.
La scena più indecente: la risata
Ho visto persone in carrozzina chiedere: “Perché ridete?” Che fosse nervosismo, superficialità o arroganza, non importa. Il risultato è uno solo: umiliazione.
Quando un disabile deve chiedere a un’istituzione perché si ride mentre parla della propria malattia, non siamo più nella politica. Siamo nella violenza, nella discriminazione, nella vergogna. In quel momento, l’unica cosa accettabile sarebbe stata fermarsi e ascoltare. Invece si è preferito ridere, discriminare e blindarsi dietro la solita etichetta: “No Vax”.
Quel giorno al Pirellone…
Io c’ero e al mio fianco erano presenti persone vere: vaccinate, malate, con documentazione sanitaria, con vite spezzate. Io le ho viste chiedere: “Perché non ci ascoltate?” Invece hanno trovato: una porta chiusa, un’etichetta infamante, una risata disgustosa, un muro politico.
La Redazione di 9MQ Web TV ha ritenuto di consigliare le visione dei seguenti video dell’intero convegno.
Link¹. Link². Link³.
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
Perché con questa spada “vi uccido” quando voglio
Io non perdono. Non perdono e tocco!
Athos de La Fère
