Estate 2025: la Sardegna è sotto attacco…
Un morbo improvviso, mai visto prima in Italia, colpisce i bovini della nostra isola: la chiamano dermatite nodulare bovina. In pochi giorni decine di focolai, centinaia di capi morti o abbattuti, interi allevamenti bloccati. La regione dichiara lo stato di emergenza e il ministero invia 300.000 dosi di vaccino. I pastori vengono lasciati soli, nella paura, nell’incertezza, con l’obbligo di abbattere anche i capi sani…
Intanto cosa succede nei nostri pascoli? Gli allevatori smettono di produrre, le aziende familiari vacillano; la nostra zootecnia, già ferita da anni di disinteresse, è azzoppata, ancora.
Ma attenzione, questa malattia, lo dicono gli stessi veterinari, i bollettini scientifici e le stesse autorità sanitarie, è causata da un virus trasmesso da insetti vettori. Mosche, zanzare, tafani, sono loro a diffondere l’infezione.
Dunque la vera arma dovrebbe essere il controllo degli insetti, la disinfestazione, l’uso di repellenti, la prevenzione ambientale, non il solo vaccino.
Allora dobbiamo chiederci: è solo una malattia o una strategia ben mirata?
Non si provi a spacciarla come una spinta a ridurre il consumo di carne e a promuovere piuttosto l’agricoltura. Perché se davvero fosse questo l’intento, non avrebbero anche disincentivato le coltivazioni, come invece succede da qualche anno.
Molte normative europee, infatti, come certi “eco-schemi” della PAC, premiano chi lascia incolti i propri campi anziché produrre cibo.
In Sardegna, come altrove, migliaia di ettari sono ritirati dalla produzione in cambio di sussidi. L’obiettivo ufficiale è la tutela ambientale ma il risultato è l’abbandono della terra. Terra liberata, che guarda caso potrebbe tornare utile per eventuali altri “progetti”, magari green… Ne consegue poi la perdita di sovranità alimentare e l’importazione di alimenti da altri Paesi.
Così si smantella la pastorizia, si blocca l’agricoltura e si distrugge l’identità. Dermatite nodulare.
Nel frattempo si spiana la strada agli interessi energetici, finanziali, alle multinazionali, ai fondi di investimento, ai burocrati che mettono giù mappe senza aver mai messo piede nel territorio. Ecco perché invece che proteggere e prevenire la malattia, si abbattono interi allevamenti, si immobilizzano le aziende con zone rosse e divieti, seminando il panico.
Proprio ora, guarda caso, mentre la Sardegna è invasa da progetti energetici miliardari. Altro che dermatite nodulare: è l’ennesimo strumento per disintegrare quel poco di sovranità e colonizzare la terra. Oggi il pretesto è una malattia, domani sarà una direttiva europea ancora più esplicita. Si segue la linea dell’emergenza permanente. Ancora una volta, autosostentamento e produzione sono sotto attacco: la sovranità non è ammessa!
Basta brandire l’ambiente per distruggere le comunità che lo costudiscono! Basta usare la parola “green” per devastare il verde vero! Ancora basta con la narrazione che dipinge il pastore come retrogrado e l’eolico come progresso!
L’allevamento è cultura, è senso identitario ed è economia. E’ un modo di vivere e di pensare che si contrappone nettamente alla logica degli allevamenti intensivi, degli antibiotici e dei profitti sadici, che l’Europa, però, ancora ammette.
Questa non è solo una battaglia sanitaria è l’ennesima battaglia per la libertà, per la Nostra Terra. Per dire, ancora una volta, che la Sardegna non si svende, né con questi trucchetti da sventurata società post-pandemica, né con gli incendi criminali tattici.
Che nessuno si inginocchi davanti a questo ennesimo ricatto!!
Gianmario Muggiri, IT- Identità e Tradizione per la Sardegna
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Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
Perché con questa spada “vi uccido” quando voglio
Io non perdono. Non perdono e tocco!
Athos de La Fère






